Scrittori contro ciclisti al Posto pulito, illuminato bene

Chi vincerà?*

* quanti scrittori e quanti ciclisti varcheranno la porta d’ingresso del Posto pulito, illuminato bene?

 

LOCANDINA CONCORSO scrittoriLOCANDINA BIKE CAFE'

 

Gli scrittori ciclisti conteranno un punto in entrambe le categorie. I ciclisti scrittori anche. 

Chi scrive solo la lista della spesa non sarà conteggiato nella categoria scrittori. 

Chi usa la bicicletta per spostarsi da casa al negozio dietro l’angolo non sarà conteggiato nella categoria ciclisti.

 

La categoria vincitrice avrà una serata organizzata a fine estate.

 

Dai, fate vincere la vostra categoria!

 

Cosa posso dire a proposito dei mondiali di calcio

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Quello che posso dire dei mondiali di calcio è che quando avevo quattordici anni c’erano quelli in Italia, e io ero felice come un bambino perché ero un bambino.

Dell’82 invece non posso dire granché. Avevo sei anni e qualcosa mi ricordo, ma se devo fare un simile sforzo di memoria vengono prima altre cose: per esempio ricordo mio nonno e mia nonna, la tabaccheria, quel cazzo di Portobello che odiavo, i film con John Wayne sul divano con il Dante. Ricordo la piazza di Montemagno col sole d’estate. Però i  mondiali dell’82 non li ricordo mica.

La finale dell’86 allo stadio Azteca di Città del Messico la ricordo: tifavo Argentina ed ero al bar, lo stesso bar dove sabato notte vedrò la prima partita dell’Italia. E’ cambiato tutto e non è cambiato niente. Ventotto anni fa c’era il Paciòn, c’erano quelli di Montemagno e c’ero io che mangiavo un gelato tifando Argentina. Adesso c’è Un posto pulito, illuminato bene, mia zia e tante idee.

Del ’90 mi ricordo quasi tutto, ma soprattutto ricordo che ho dato il mio primo bacio a Spotorno e che stavolta ho detestato l’Argentina.

Nel ’94 avevano messo il maxischermo all’oratorio e le partite si vedevano lì. Poi Baggio e Baresi mi hanno fatto piangere.

Nel ’98 ho visto Francia-Italia a Montpellier, io con Canepa e Robella e centocinquantamila francesi. Stavolta è stato Di Biagio a farmi piangere. Credo sia facile immaginare cosa possa voler dire essere circondati da centocinquantamila francesi che festeggiano perché hanno sconfitto proprio te. Così, anziché proseguire per Bordeaux siamo scesi a Barcellona. Solo per levarci dalle palle i francesi. Viva gli spagnoli. Eliminati dal mondiale anche loro, magari ci facevamo coraggio a vicenda.

Per me i mondiali del 2002 non sono esistiti. Li hanno fatti, da qualche parte, non dico no. Ma per me non sono esistiti.

Ah, i mondiali di Germania 2006. C’è un solo titolo del quotidiano LIBERO che sia valsa la pena di leggere da quando quel giornalaccio viene scritto e stampato: quel titolo, all’indomani della semifinale di Dortmund vinta contro i tedeschi, recitava: BECCATEVI STI DUE WURSTEL.

Ogni volta che rivedo i supplementari di Germania-Italia a Dortmund piango. Mi commuovo. Io ero a casa di Paola. Quella lì è stata la partita che mancava alla mia generazione. Le altre generazioni avevano l’altra Italia-Germania, quella del ’70, quella che guardandola oggi sembra che vadano alla moviola. Però (grazie a Gianni Brera e a Gianni Rivera), entrò nella leggenda.

E comunque nel 2006 la finale con la Francia la si guardò da Roasio. E Porta disse che bisognava guardarla sulla Rai perché su Sky il segnale arrivava in ritardo. Era il tempo del Pub.

Del 2010 posso solo dire che ho fatto volare dal balcone del mio vecchio appartamento di Asti quella schifo di vuvuzela. Per il resto no comment. Una squadra, quella italiana, brutta come la morte. Inguardabile. E poi la finale Spagna-Olanda a Spotorno, con Paola, 42 gradi all’ombra e una pizza in terrazzo.

I mondiali non li puoi far giocare in culo ai lupi di Corea per poi farci guardare le partite a colazione. Non li puoi fai giocare in Sud Africa.

Li devi far giocare proprio lì dove li giocheranno quest’anno.

Per questo i mondiali in Brasile sono il mondiale di calcio perfetto. Per questo guarderò tutte le partite che potrò nello stesso bar in un cui vidi la prima finale di un mondiale nel 1986, magari con amici che non vedo da tanto.

Perché i mondiali di calcio non c’entrano con il calcio. Sono il caldo, le notti col profumo d’estate, il bar con gli amici, la gente in strada e tante altre cose che non ho più tempo e voglia di scrivere in questo brutto articoletto scribacchiato in cinque minuti.

I mondiali in Brasile saranno per me i mondiali in un Posto pulito, illuminato bene. Ci saranno Paola e Patrizia e mia mamma e mio padre e il Dante e ci sarò io e tutti gli altri che ci saranno e per farla breve son già contento così.

Non so voi, ma questo è tutto quello che posso dirvi sui mondiali di calcio.

Le bave del diavolo (Parte “un posto ideale per un caffè”, il nostro concorso di fotografia)

Vecchio con caffè

Di Julio Cortazar

Fra i molti modi di combattere il nulla, uno dei migliori è quello di scattare fotografie, attività che dovrebbe essere insegnata precocemente ai fanciulli, perché richiede disciplina, educazione estetica, buon occhio e dita sicure. Non si tratta di mettersi in agguato della menzogna, come qualsiasi reporter, e captare la stupida silhouette del personaggio che esce dal numero 10 di Downing Street, ma in ogni modo quando si va in giro con la macchina fotografica c’è come un dovere di star attenti, di non perdere quel brusco e delizioso riflesso di un raggio di sole su una vecchia pietra, o la corsa trecce al vento di una bambina che torna con una pagnotta o una bottiglia di latte.

Michel sapeva che il fotografo subisce una specie di trasformazione della sua personale maniera di vedere le cose in virtù di un’altra maniera che la macchina insidiosamente gli impone (adesso passa una gran nuvola quasi nera), ma non perdeva la fiducia, sapendo che gli bastava uscire senza la Contax per recuperare il tono distratto, la visione senza inquadratura, la luce senza diaframma e senza I/250.

Anche adesso (che parola, “adesso”, che stupida menzogna) potevo restar seduto sulla spalletta sopra il fiume, guardando passare i barconi rossi e neri, senza che mi venisse in mente di pensare fotograficamente le scene, solo lasciandomi andare nel lasciarsi andare delle cose, correndo immobile con il tempo.

E il vento ormai non soffiava più.

QUI il regolamento e i dettagli del concorso di fotografia

Perché dovreste venire a scrivere un racconto al Posto pulito, illuminato bene

1) Perché c’è un tavolo messo lì apposta per voi, con una bella macchina da scrivere Olivetti, una bella Montblanc che scrive magnificamente, un PC mezzo scassato ma con word perfettamente funzionante, la connessione Wi-Fi free per fare delle appassionanti ricerche sul tema che avete scelto per il vostro racconto.

olivetti lettera 32   penna montblancpc

2) Perché scrivere un racconto in un Posto pulito e illuminato bene è tutta un’altra cosa. Una birra, un caffè, il bagno comodo, pulito e vicino. Gli scrittori ogni tanto devono andare in bagno, specie bevendo birra, e averlo a portata di mano è un plus da non sottovalutare.

Designer Bathroom

 3) Perché Giulio Mozzi è presidente di Giuria. E Mozzi è un grande.

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 4) Perché al Posto pulito illuminato bene sarete coccolati.

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 5) Perché è figo scrivere un racconto a Montemagno, in Monferrato, sulle colline, in un bar in cui la letteratura e l’arte sono gli ingredienti principali.

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 6) Perché mia madre continua a ripetermi che non verrà nessuno. “Chi vuoi che venga a scrivere un racconto qui”, mi ripete. Facciamole vedere che si sbaglia.

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Questa NON è mia madre. E’ solo un personaggio esemplare di un qual certo pessimismo esistenziale che mia madre propugna.

7) Perché potreste incontrare altri scrittori come voi, ma del sesso opposto al vostro. Se siamo arrivati al punto in cui per convincervi a venire devo sfruttare la carta “conosci persone da portare a letto” significa che sto esaurendo le idee.

megan fox

 8) Perché i vostri racconti potranno essere pubblicati sulla rivista ufficiale del Posto pulito, Illuminato bene; e con un po’ di fortuna potranno essere pubblicati anche per davvero.

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 9) Perché gli scrittori sono costruttori di idee, inventori di immagini e mondi, ma sono anche dei discreti bevitori. Al Posto pulito, illuminato bene potrete trovare i migliori vini piemontesi e siciliani, birra a fiumi, tutti i cocktail più amati dagli scrittori, eccetera.

hemingway che beve

10) Perché no?

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