Il caffè shakespeariano #1

 Ovvero cosa sareste disposti a fare (e a dire) per un caffè gratis

 MACCHINETTA DEL CAFFE’ ALLA NAPOLETANA - Eduardo -

Un caffè shakerato?

No, grazie. Un caffè shakespeariano.

“Bizzarra iniziativa, quella del Posto pulito, Illuminato bene di Montemagno, che dopo il CAFFÈ SHAKERATO ha lanciato la moda del CAFFÈ SHAKESPEARIANO: consumazione gratis per chi, dopo aver ordinato un caffè, un marocchino, un cappuccino, un caffè lungo, ristretto, corretto ecc., improvvisa (o recita) un SOLILOQUIO o un MONOLOGO al bar.

Siamo stati ispirati da un cliente“, dicono quelli del Posto pulito, ed eccovi dunque il racconto (breve) di come nacque il Caffè Shakespeariano e la trascrizione del soliloquio che a buon diritto può essere considerato il primo tra tutti i caffè shakespeariani del Posto Pulito”.

§

Il caffè shakespeariano di Mec, becchino

Mec entrò in Un posto pulito, illuminato bene sporco di fango e grasso per ingranaggi. Entrò in bagno e cercò di darsi una ripulita, anche se sapeva che lo schifo gli sarebbe rimasto appiccicato addosso; si guardò allo specchio e ciò che vide non gli piacque.

Tentò goffamente di rassettarsi i capelli, sfregò le mani e gli avambracci fino al gomito, poi uscì, si avvicinò al bancone e ordinò un caffè.

Tirò fuori dalla tasca la catenina con crocifisso d’oro che non indossava mai mentre lavorava. Poi, mentre sorseggiava il caffè, iniziò a parlare:

“Povero Cristo, era un cadavere d’una esuberanza infinita, aveva un aspetto trasandato e guasto. E poi la vita, di nuovo. Ho immaginato le sue mani liquefarsi, i suoi capelli infiammarsi come capocchie di fiammiferi. Nemmeno la sua ossessione più cupa, la sua vertigine…Adesso…proprio in questo momento…starà respirando affannosamente, tra santi e cherubini, cercando di urlare: lasciatemi morto ancora un momento, solo un momento, fatemi godere dei benefici dell’oblio…E pensare che era conservato perfettamente, la pelle corificata, l’espressione seria sul volto asciutto…adagiato su un catafalco profumato, la pietra pulita, i piedi e le mani lavate con l’aceto. Tempo qualche mese e avrebbe fatto i vermi, l’ipofisi e la lingua gli si sarebbero atrofizzate, i denti sarebbero tutti caduti! Ah la meraviglia! L’orrore! Lo sbalordimento!

Ah se avessi il coraggio, o la fortuna, ma chi ce l’ha? Verrà la fine del mondo e io ripulirò le tombe dalle ossa. Oh mondo! Che divertimento struggersi! Si, voglio tormentarmi per il mondo, svenire incosciente e risvegliarmi sconosciuto, voglio abolire rinascite e resurrezioni, mantenere il mio cadavere giovane e allegro, informarmi di tutti i più adamantini processi di mummificazione! Ah, quanto si stava meglio senza di te, Dio! Ah come morirò, superiormente! Con quanta grazia, quanto imputridimento! Sì, d’accordo, perderò i capelli…le unghie…ma con un entusiasmo senza eguali! Morte, morte, morte! Addio Paradiso, addio discepoli, addio dolci signore, addio notte, addio, addio, mille volte addio!

E allora dio quanto mi è lontano, se mi ha dotato di una salute di ferro e di un corpo perfetto? Sybilla! Sono in balia delle tue parole; e allora avanti, mia simile, mia consciagurata, prendiamo fiato e strilliamo insieme la nostra battuta!”

Gli avventori del Posto pulito, dapprima interdetti, abbozzarono un timido applauso. Qualcuno lo incoraggiò a continuare, altri gli chiesero di declamare la battuta della Sybilla, ma lui, che nel frattempo aveva finito il caffè, uscì e lasciò tutti nel dubbio.

 §

Le regole per “praticare” il caffè shakespeariano sono molto semplici, e a ben vedere ce n’è una sola: si ordina e rigorosamente senza dichiarare la propria intenzione si attacca con il soliloquio o con il monologo.

Nulla deve essere concordato o preparato.

Può esserci “pubblico” o non esserci anima viva tranne voi e il barista. Potrebbe anche non esserci il barista (solo nel caso del soliloquio, per il monologo almeno il barista deve esserci).

Il soliloquio o il monologo possono essere “shakespeariani” nel senso di “tragici” ma possono anche essere frivoli, leggeri, comici, assurdi.

La cosa davvero importante è che si tratti di un SOLILOQUIO oppure di un MONOLOGO, anche se in versi o in rima.

E ricordatevi: quando lo “declamate” potete essere voi stessi ma, soprattutto, potete NON essere voi stessi; questa è la parte bella.

NO comizi politici, NO dichiarazioni d’intenti, NO bestemmie fini a se stesse, NO polemiche, BENACCETTI i perditempo, purché durante il tempo che perdono consumino.

Siamo qui per tentar di propugnare e promuovere l’arte e la creatività, non la maldicenza e la cretinerìa.

Un soliloquio val bene un caffè!

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2 pensieri su “Il caffè shakespeariano #1

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