Monferrato Poetry Slam in Un posto pulito, illuminato bene – sabato 18 ottobre 2014

Prima chiamata

Sabato 18 ottobre 2014

in Un posto Pulito, Illuminato bene

MONFERRATO POETRY SLAM

poetry slam 1

Cos’è che è, ‘sto poetry slam?

Il poetry slam è una gara di poesia in cui diversi poeti leggono sul “palco” i propri versi e competono tra loro, valutati dal pubblico.

Lo slam è sport e insieme arte della performance, è poesia sonora, vocale;  il poetry slam è un invito pressante al pubblico a farsi esso stesso critica viva e dinamica, a giudicare, a fischiare, a scegliere, a superare un atteggiamento  passivo, e dunque superficiale e disinteressato, nei confronti della poesia.

E può anche essere l’occasione buona per insultare un po’ di poeti.

(Scherzo)

poetry slam 2

Nei giorni a venire,
quelli dedicati alla preghiera,
il mio canto sarà metallico
come il clangore di spade
veloce come il batter d’ali
d’un colibrì
e oscuro come il mondo
dell’antimateria
dove si chiedono
a quale karma andiamo incontro.

E fu così
distintamente
ma impercettibilmente
che si compresero le ragioni
del planare d’aquile
e i misteri metafisici
nel verdeggiare dei boschi
al di là del monte brullo
dove stanno le croci.

Noi abbiamo avuto un Cristo
fatto di legno, intarsiato a mano
contro il muro della sala
lo ricordo tra i quadri
a professare pace
ma oggi è cenere nel camino
non siamo mai stati molto religiosi
inoltre qui d’inverno
fa molto freddo.

§

Sabato 18 ottobre – Un posto pulito, illuminato bene – Montemagno (Asti)

1° Monferrato Poetry Slam

I poeti si sfidano a colpi di versi – il pubblico decide il migliore

Conducono i poeti Max Ponte e Bruno Rullo
 Evento a cura di Murazzi Poetry Slam / Torino

Candidature aperte alle mail:

pontemx@gmail.com

unpostopulito@libero.it

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Jugendstil

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Prendi l’a-sé-stante esitante sollievo della lisergide svizzera e l’idea delle rette parallele in Euclide (che non diresse i lavori alla scuola di Megara) e prendi le uova il prosciutto la farina e le radici di erba ruggine (che sono diuretiche) e Böcklin che fece cinque versioni dell’Isola dei morti la mandragola e l’artemisia a cui venne tolto il principio attivo negli anni ’20 (e la cicuta, e il rosmarino) e prendi il basamento le braccia il pene l’ombrello il frenulo e l’onda vitale dello sperma (e le bandiere pacifiste in cantina, la prolattina il punto G le beta hcg e i deuteronomi induisti che non esistono) e prendi lo sciroppo per la tosse per l’ignavia e la lussuria e prendi il tormento di Agave, il momento, le cose che devono essere così (e la battigia per la spiaggia, anche se il mare era burrascoso, il 12, martedì) e prendi il turgore l’orrore il fremito lo strepito la gioventù hitleriana (e le giovenche gravide, la valeriana, i peperoni con la bagna cauda, i camionisti) e prendi il Bauhaus che fu soppresso dai nazisti (nel’33) e vers le bleu di Kandiskij (e prendi: lo Jugendstil, il pointillisme, il fauvisme) e prendi il Blaue Reiter (e le jeunes filles d’Avignon, il barone von Thyssen, la burocrazia e tutti gli iter) e prendi la vampata l’invincibile armada la fiat bravo che fu sostituita dalla fiat stilo (e prendi la Venere di Milo, I ragazzi dello zoo di Berlino, Gente di Dublino e Ultimo tango a Parigi che guardammo a Torino) e prendi una macchina da scrivere un whisky un’estate al mare e prendi una moto un racconto un tormento un lineamento imperfetto un difetto che ti ha fatto innamorare prendi una pala e comincia a scavare e prendi una gatta, una cotta una sbronza di riflessione (e i topinambur a maggio inoltrato, il colonnato del Bernini) (e le cinipidi, delle quali solo gli entomologi sono a conoscenza); prendi la scienza la lontananza e i dervisci tourneurs che girano sulle spine dorsali e prendi le ali, gli uccelli notturni i grandi fratelli e il paesaggio rurale prendi un dosaggio un posto soleggiato un monitoraggio e le colline del Monferrato (e prendi una scacchiera un rinoceronte un fardello l’agnello sacrificale il pastore dell’essere la radura l’arsura la verdura gli anacoluti che c’è sull’asfalto e le allitterazioni degli acri protervi scordati torti e prendi gli enjambements e l’aggiotaggio il foraggio la gonna la minigonna e prendi la Bardot che in Dio creò la donna dice trasognante ti amo e buonanotte signore buonanotte belle signore buonanotte buonanotte e prendi Eva, Giulietta e Cleopatra, prendi un gesto, prendi un atto, prendi Petronio che si tagliò le vene e quando hai fatto prendi un caffè in Un Posto pulito, illuminato bene:

ti sentirai meglio).